CORI – IMU agricola, il Sindaco: Vicenda paradossale, faremo il possibile per non pagare

Il Sindaco di Cori Tommaso Conti (nella foto), stamattina, ha incontrato i suoi concittadini a piazza Signina per chiarire la complessa e paradossale vicenda dell’Imu agricola, che ormai dallo scorso Novembre sta mobilitando i centri rurali italiani. Tanti i piccoli proprietari di terra che hanno partecipato all’iniziativa, a conferma di quanto la questione sia sentita anche a Cori, riclassificato come Comune parzialmente montano in base ai criticabili indici Istat di territorialità montana.
Martedì 10 Febbraio 2015 scadrà il termine ultimo per il pagamento dell’Imu agricola, acconto e saldo 2014, a meno che il Governo non faccia marcia indietro entro il 25 Marzo 2015, data in cui il Parlamento dovrebbe convertire in legge il decreto legge. L’alternativa sarebbe che il Tribunale Amministrativo Regionale bloccasse il provvedimento, in tal senso è attesa la pronuncia del Tar del Lazio fissata per il 18 Febbraio 2015. Di fronte a questa situazione così magmatica, l’Amministrazione comunale ha sospeso il versamento dell’imposta fino al 25 Marzo 2015, annullando sanzioni ed interessi a carico dei contribuenti, che però alla fine, in mancanza di novità, dovranno ottemperare agli obblighi di legge.
Il primo cittadino corese ha rassicurato che il Comune fino al 25 Marzo 2015 continuerà a seguire tutte le vie politiche ed istituzionali che possano evitare o limitare il pagamento: è già in programma una riunione con gli oltre 200 soci della Cincinnato e le associazioni agricole. Nell’ambito della legalità verrà fatto il possibile per non dover applicare la tassa o limarne gli effetti sociali fortemente sperequati e il pesante impatto economico sull’economia rurale del paese.
Il metodo Istat non è realistico e crea disparità tra Comuni di fasce diverse ma con le medesime caratteristiche. Il tributo è iniquo perché colpisce esclusivamente chi non trae redditi dal piccolo appezzamento di terra coltivato prevalentemente per l’autoconsumo, oppure ne trae talmente poco che verrà completamente eroso dall’Imu. Il risultato finale sarà la svendita o l’abbandono dei terreni gravati, che porrà definitivamente fine alla secolare trasmissione familiare della terra, processo che ha contribuito in maniera significativa alla sopravvivenza dell’agricoltura locale e al sostentamento delle famiglie più svantaggiate, oltre che moderno strumento di salvaguardia dell’equilibrio idrogeologico del paese.

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