CASSINO – La storia del terrorismo raccontata nelle scuole, ottimo successo dell’iniziativa

“Una giornata davvero interessante e soprattutto molto educativa che ha offerto ai tanti ragazzi delle scuole superiori di Cassino l’opportunità di conoscere, approfondendola nei dettagli, la storia a cavallo tra gli anni 60 e 80 che ha segnato il nostro Paese in maniera significativa.” Queste le parole dell’assessore alla cultura del Comune di Cassino, Danilo Grossi, in merito all’iniziativa ‘Il Terrorismo raccontato ai ragazzi’, che rientra nei progetto per le scuole a cura di Abc (Arte Bellezza Cultura, a cui ha preso parte come ospite Carlo Arnoldi, figlio di Giovanni Arnoldi che fu una delle vittime della strage di Piazza Fontana.
“Devo dire – ha continuato Grossi – che i ragazzi hanno seguito con grande interesse per tutta la durata dell’incontro che si poneva l’obiettivo di riannodare i fili e tirare le fila di una storia recente, ma ai giovani per lo più sconosciuta, grazie ad alcune storie esemplari raccolte nel libro ‘Figli della notte’ scritto dal giornalista del Corriere della Sera Giovanni Bianconi. In particolare molto toccante è stata la testimonianza di Carlo Arnoldi che ha ricordato il padre morto nella strage di Piazza Fontana, quella che con ogni probabilità ha segnato l’inizio degli anni di piombo.  Abbiamo detto più volte quanto importante sia conoscere il proprio passato per affrontare il presente in maniera consapevole e costruire un futuro migliore. Questo vale soprattutto in circostanze come questa che offrono l’opportunità ai ragazzi di analizzare fatti che hanno riguardato direttamente il nostro Paese, attraverso un’iniziativa che riesce a parlare degli anni in cui in Italia la lotta al terrorismo ha segnato una svolta importante nell’affermazione del concetto di democrazia. Questa iniziativa promossa dalla presidenza della Regione Lazio ha offerto tanti spunti di riflessione a tutti i presenti e soprattutto ha ci ha fatto capire quanto importante sia tornare a parlare di quegli anni che non sono poi così lontani, ma che le nuove generazioni non conoscono perché spesso si fa fatica, per ragioni di programma scolastico, a studiare quel ventennio che ha caratterizzato gli avvenimenti che ancora oggi viviamo. Ben vengano, quindi, iniziative come questa che sono un vero e proprio propulsore per i nostri ragazzi nel costruire un Paese migliore e contrastare l’odio di ogni natura.”

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