FROSINONE – Atto Aziendale ASL, dalla Regione un commento ‘pro’

-Tanto tuonò che non piovve. Dopo sedute di commissione sospese, alzate di scudi e polemiche, molte delle quali strumentali, nei giorni scorsi siamo arrivati a discutere finalmente nel merito dell’Atto aziendale della Asl di Frosinone scoprendo che l’impegno sul Dea di secondo livello è confermato, scritto nero su bianco a pagina 65 del documento di programmazione. Dettagli tecnici nati dalla necessità di evitare ricorsi o sottolineature da parte del Ministero della Salute.-
Così Daniela Bianchi (nella foto), consigliera regionale del gruppo “PD” in occasione dell’audizione del manager Mastrobuono che ha illustrato l’atto aziendale della Asl di Frosinone.

-L’atto aziendale del direttore generale Mastrobuono traccia dunque un percorso preciso che da qui al 2017 lavorando sodo, porterà a un Dea di II livello per il polo di Frosinone, oltre ad intervenire nell’immediato con l’aumento di posti letto in provincia (979 pubblici, 1370 totali), l’avvio di centri di eccellenza come quello di oncologia di Sora e la casa della maternità ad Alatri e le prossime aperture delle case della salute di Atina, Ceccano-Ceprano e Ferentino.

Non ultimo, abbiamo inaugurato inoltre con il Presidente Zingaretti e il ministro Orlando la Rems di Pontecorvo. Si tratta del primo hospice per detenuti psichiatrici a livello nazionale che porterà al superamento definitivo della triste pagina degli ospedali psichiatrici. Per la prima volta la provincia di Frosinone guida un processo e diventa un’eccellenza riconosciuta e livello nazionale. Merito della dirigenza che ha saputo farsi trovare pronta nel tradurre al meglio le linee guida dettate dalla Regione.

Ritornando all’atto aziendale, la profonda riorganizzazione avviata  non risolve certo tutti i problemi, ma arriva dopo anni di assenza di programmazione, chiusure, sprechi e illegalità che hanno indebolito il sistema sanitario locale. In tal senso le dichiarazioni della DG Mastrobuono devono imporre la massima collaborazione e un approccio il più trasparente possibile. Il richiamo è alla dirigenza Asl, che invito a organizzare con regolarità momenti di confronto con cittadini, associazioni e sindaci per valutare l’iter di applicazione dell’atto aziendale.
Ma in questo anche la politica deve fare il suo: ciò che è avvenuto in questi giorni, con lo scagliarsi contro la dirigenza Asl,  poteva mettere a rischio l’ormai prossima uscita della Regione dal Commissariamento della Sanità. Non si possono strumentalizzare o peggio istigare i sindaci a ridiscutere un atto che avevano già votato, solo per generare confusione e magari nascondere gli errori del passato. Sarebbe bastato già nella Commissione di giovedì lasciare la possibilità alla dirigente di entrare nel merito dell’atto, come fatto oggi, per fugare ogni dubbio sull’impegno preciso della Regione in merito dal DEA di II livello.

Il confronto sulle scelte dalla Asl e della Cabina di regia regionale deve esserci, ma a patto che sia finalizzato, con date, misure e impegni precisi  Altrimenti, invece di lavorare per il bene dei cittadini, in particolare per quelli che hanno necessità di cure, ci troveremo ad offrire uno spettacolo poco edificante e dannoso, con l’unico risultato di danneggiare la sanità locale.

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