CECCANO – Bando aree degradate, Compagnoni ‘interroga’ Caligiore

La polemica è certamente il sale della politica ma, nel momento in cui vi si fa ricorso, sarebbe bene avere argomenti che risultino seri e credibili, altrimenti diventa solo demagogia e strumentalizzazione. Qualcuno dovrebbe incaricarsi di spiegarlo al Sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore, ad esempio sul tema del piano nazionale per la riqualificazione delle aree degradate, in merito al quale l’amministrazione si è svegliata letteralmente all’ultimo secondo, presentando un progetto a mio giudizio scadente in ogni parte e senza alcuna possibilità di riuscita.
Si è affrettato, il Sindaco, a dichiarare che il sottoscritto non aveva capito nulla di questo aspetto, facendo intendere che i miei attacchi fossero determinati da meri motivi di contrapposizione. Ebbene, quale soluzione migliore a questa ‘diatriba’ se non la presentazione di una dettagliata interrogazione al Primo Cittadino, nella quale chiedo di conoscere tutti quei dettagli che io, secondo la sua opinione, ignoro. Il fatto è che ritengo non si sia nemmeno voluto capire cosa significasse il termine degrado e a cosa mirasse veramente questo piano: riqualificazione dei beni pubblici, potenziamento delle infrastrutture, lotta alla violenza, integrazione sociale e culturale, inserimento giovanile, imprenditoria, cura dei bambini e degli anziani. Erano questi i veri obiettivi della strategia di sviluppo che Ceccano ha mancato in pieno.
Non solo: delle sei zone censuarie risultate ammissibili se ne è scelta solo una, precludendo così fin dall’inizio ogni possibilità di interconnessione o comunicazione tra i quadranti territoriali. Fa presto il Sindaco a dire che io non avrei fatto nulla per dare il mio contributo: proprio in Consiglio comunale mi permisi di osservare che forse avremmo fatto meglio a smettere per un po’ di parlare di dossi e fioriere, per concentrarci sul futuro della nostra gente discutendo dell’imminente scadenza del bando, ma il mio appello è caduto nel vuoto e nell’indifferenza di una maggioranza arrogante, grossolana, pressappochista e presuntuosa.
È vero o no che si potevano coinvolgere più aree censuarie del comune di Ceccano? È vero o no che era possibile presentare progetti ‘immateriali’, ossia inerenti alla creazione di servizi e non di nuove costruzioni? È vero o no che si poteva procedere alla riqualificazione di edifici già esistenti? È vero o no che coinvolgendo in un partenariato altri enti o privati si sarebbe dato vita all’effetto moltiplicatore e quindi avremmo avuto più possibilità di riuscita? Che senso ha dichiarare, come ha fatto il vicesindaco Ruspandini, che Ceccano punta alla collaborazione pubblico-privata se poi, alla prima occasione, questa viene ignorata?
La verità è che amministrare è una cosa seria. Non ci si può limitare a pulire una strada o un monumento (cosa che certamente è positiva e ampiamente condivisibile) ma si ha il dovere di guardare più in là, di pensare ai ragazzi di Ceccano senza lavoro e senza futuro, di pensare a rendere la città un contesto integrato, solidale ed economicamente autonomo e sviluppato. Risponda alla mia interrogazione, Sindaco Caligiore, perchè sono ansioso di conoscere in che modo l’amministrazione comunale considera il futuro della propria gente.

Luigi Compagnoni – Consigliere Comunale di Ceccano

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