FROSINONE – Da Confimprese ricetta e consigli per combattere la crisi

Per una situazione straordinaria occorrono misure straordinarie. La crisi economica, occupazionale, produttiva e sociale della provincia di Frosinone è una malattia grave che sta logorando il territorio: non può essere debellata con le aspirine, servono gli antibiotici, una vera cura da cavallo. Non possiamo più affidarci alle ricette di apprendisti stregoni e sciamani, ma ai progetti concreti di chi ha la volontà e la forza di provare a cambiare la rotta.
La nostra proposta è di puntare sull’istituzione di aree di crisi. L’accordo di programma si è rivelato un fallimento, proporne uno nuovo si può fare, ma nella consapevolezza che, ammesso che tutto vada bene, passeranno altri quattro o cinque anni. Non possiamo permettercelo, tra quattro anni qui ci sarà il deserto. E i nostri giovani saranno andati via tutti.
C’è una zona sulla quale provare immediatamente a far decretare lo status di area di crisi, quella sulla quale doveva sorgere l’Interporto, altro progetto fallito nel lungo elenco delle incompiute. I parametri sono obbligati: chi investe in quell’area, creando occupazione, deve avere degli incentivi, non deve pagare le tasse per un certo periodo, degli sgravi contributivi per chi assume e deve avere la garanzia di un azzeramento del percorso burocratico.
Si può fare. Ma la domanda è: la classe dirigente di questo territorio (politica e imprenditoriale) ha la volontà e il peso per farlo? Non esistono alternative concrete però e, partendo dall’area dell’Interporto, si possono individuare altre zone. Vanno coinvolti i parlamentari nazionali, gli amministratori regionali e provinciali, oltre ai sindaci. Quindi i vertici delle associazioni di categoria devono assumere l’iniziativa per individuare percorso e strategie. La provincia di Frosinone deve fare squadra e deve farlo subito. Non c’è più tempo. Altrimenti la deriva sarà inesorabile. Rendiamoci anche conto che non ci sono alternative: o riqualifichiamo al più presto le aree industriali e commerciali oppure le stesse diventeranno zone di pascolo e basta.
Non possiamo però limitarci all’industria. In questo progetto vanno coinvolti altri settori, a cominciare dal commercio e dal turismo. La crisi non ha risparmiato nessuno e si avverte la necessità di creare posti di lavoro dovunque è possibile. Subito. Tenendo anche presente che nel commercio i tempi possono essere più rapidi rispetto a quelli dell’industria.
Basta anche critiche alla politica e al passato. Si riparte da zero, si guarda al futuro, combattiamo le “battaglie” per il territorio tutti insieme.
Non c’è più tempo. E le polemiche postume sono come il senno di manzoniana memoria: ne son piene le fosse.

Confimprese Italia Frosinone – Il Presidente Guido D’Amico

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