BALSORANO – Strada abusiva, esposto AIW in Procura

Alla scrivente Associazione (AIW Wilderness, ndr) è stata segnalata l’avvenuta realizzazione di una strada montana (con relativi bracci secondari ed aree di manovra e/o parcheggio) in località “Case Alfonsi” del Comune di Balsorano (L’Aquila), che marginalmente potrebbe interessare anche il limitrofo Comune di Sora (Frosinone).

Si ha ragione di credere che tali tratti stradali potrebbero non essere mai stati autorizzati da alcuna pubblica autorità. Le ragioni di tale ipotesi si intuiscono:

. dal fatto che la strada non ha apparentemente alcuna pubblica utilità;

. dal fatto che il suo tracciato si estende su di un territorio ad elevato rischio erosione, attraversando almeno due conoidi di deiezione formati da materiale in movimento; ragion per cui si ha difficoltà a pensare che un tale tracciato possa essere stato scelto ed autorizzato da tecnici competenti della pubblica amministrazione;

. dal fatto che il tracciato si è fermato a livello di un’erta rupe quasi inaccessibile (anche a piedi!); cosa che nessun tecnico avrebbe mai potuto ignorare e che avrebbe dovuto sconsigliare l’opera.

Non si capisce come sia stato possibile autorizzare una tale opera in un’area ad elevato (per non dire elevatissimo!) rischio idrogeologico vista la situazione geo-morfologica del luogo; dove oltre all’estrema pendenza e dislivello da superare si sono dovuti superare almeno due aree franose per la presenza di conoidi di deiezioni di due impervi valloni che vi convogliano le acque durante le precipitazioni (specie qualora eccezionali, come sempre più spesso succede!) che potrebbero scendere rovinosamente dagli scoscesi e rupestri valloni sovrastanti. Instabilità morfologica che la stessa carta IGM evidenzia con le classiche aree punteggiate ad indicare proprio tali conoidi e zone franose.

Apparentemente la strada (della lunghezza di almeno un chilometro e mezzo e della larghezza di 2/3 metri) potrebbe avere lo scopo di consentire a mezzi motorizzati di raggiungere e/o avvicinarsi alla chiesetta di Santo Janni, ubicata poco distante e che già in passato ha subito opere di ripristino (operate manualmente).

Si fa presente come tale zona sia rimasta integra fino ad oggi proprio grazie al fatto di essere estremamente scoscesa dal punto di vista morfologico. Si tratta in effetti di una delle aree più aspre e selvagge dell’intera Val Roveto e pertanto priva di interessi economici; area rimasta tale praticamente da sempre, dove mai si sarebbe potuto immagine che un’opera stradale potesse venire ad intaccarla. Purtroppo, ai carenti interessi economici pare che siano subentrati quelli ipocritamente “religiosi”!

Tanto si segnala per quanto di competenza, suggerendo, qualora venisse appurata l’illegittimità dell’opera, l’immediato blocco dei lavori ed il totale ripristino dei luoghi.

In ogni modo, si ritiene scandaloso che un luogo così bello ed integro e che proprio per questo gli antichi vi costruirono quella chiesetta tra le rupi, sia stato stravolto e violentato, con una tale strada! Veramente non si vuole lasciare nulla di quello che era un tempo: e la cosa grave è che ciò sia stato fatto non col pensiero al Santo Janni, ma agli arrosti che lassù qualcuno vorrà magari andarsi a cucinare, sollazzandosi con amici e parenti! Un luogo che doveva restare immacolato, quasi sacro, e che è invece stato “sporcato”! Queste cose si facevano all’epoca d’oro delle Comunità Montane, quando di soldi pubblici se ne trovava sempre (quelli che hanno contribuito a far crescere il nostro attuale debito pubblico!) per costruire migliaia di chilometri di inutili strade montane (che sono però servite a soddisfare gli appetiti di tanti pubblici amministratori!).

Associazione Italiana Wilderness – Franco Zunino (Segretario Generale)

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