ANAGNI – Un ospedale comune con Colleferro al di là dei campanilismi: l’idea della CGIL

Una proposta seria per un’assistenza adeguata ai bisogni della popolazione del nord della Ciociaria: di questo vuol ragionare la CGIL e la FP CGIL di Frosinone.
La dismissione dell’ospedale di Anagni decisa dalla Polverini ed il recente declassamento dell’Ospedale di Colleferro “Parodi – Delfino” hanno determinato un impoverimento progressivo dell’offerta sanitaria ospedaliera, che ha penalizzato particolarmente gli abitanti del bacino che fa riferimento ai Comuni della zona di Anagni e Colleferro, all’incirca 120.000. Un dato per tutti, che evidenzia la drammaticità della situazione che denunciamo , riguarda ad esempio i parti che sono possibili in tale realtà solo presso gli ospedali di Palestrina e Frosinone (Case della maternità a parte).
Quale può essere la risposta a questa legittima domanda di assistenza? La CGIL non ritiene che oggi, in applicazione degli standard di qualità previsti per i moderni ospedali, si possa pensare di poter investire ancora in inadeguate e vetuste strutture, quali gli ospedali di Anagni e Colleferro: bisogna avere il coraggio di affrontare il vero nodo del problema, superando localismi e campanilismi. L’unica soluzione duratura e possibile è quella di investire in un nuovo ospedale moderno, con tecnologia competitiva, organici e professionalità adeguati, efficiente, rispondente agli attuali standard di qualità alberghieri a cui anche i cittadini ciociari hanno diritto, e non solo quelli metropolitani.
La CGIL ritiene che nell’area tra Anagni e Colleferro vada quindi riconsiderata l’idea di costruire un nuovo ospedale con almeno 200 posti letto, magari nei pressi dello svincolo autostradale di Anagni: ciò anche per risarcire questi territori di quanto è stato loro sottratto all’epoca dell’istituzione delle “macroaree” di polveriniana memoria e che, nonostante i tanti proclami, nei fatti rimangono penalizzati in termini di assistenza ospedaliera.La CGIL e la FP CGIL di Frosinone, coerentemente con quanto proposto nella propria iniziativa del 18 marzo u.s. – con la partecipazione dei maggiori rappresentanti della medicina del territorio – sul ruolo e l’importanza dei distretti sanitari e dell’integrazione socio sanitaria, intende scuotere la classe politica tutta, affinchè rilanci proposte che siano più lungimiranti della semplice difesa dello status quo, che in realtà non ha nessuna prospettiva e che di fatto impoverisce giorno per giorno l’assistenza offerta ai cittadini. Per ottenere tutto questo riteniamo necessario che si uniscano le forze per promuovere un’azione che sappia coinvolgere le 2 ASL contigue della ex Roma G e quella di Frosinone e che un ruolo decisivo possono svolgerlo sicuramente i Sindaci delle popolazioni interessate. La CGIL su questa ipotesi è pronta a fare la propria parte.

CGIL Frosinone-Latina
Beatrice Moretti-Antonio Sessa

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