FROSINONE – Perimetrazione Valle del Sacco, la richiesta di Coldiretti

“Temiamo che i criteri individuati per la riperimetrazione del Sin del bacino del Sacco ai fini della sua bonifica ambientale e inoltre la vastità dei territori coinvolti possano limitare, se non pregiudicare, le attività e l’economia delle aziende agricole e zootecniche di quel comprensorio”. Lo afferma Vinicio Savone, presidente della Coldiretti di Frosinone, preoccupato per le conseguenze economiche che i vincoli e i costi della bonifica potrebbero generare a danno del sistema produttivo locale. “I titolari di fondi, aziende agricole e di allevamenti ricadenti nel territorio incluso nella riperimetrazione – ricorda Savone – possono presentare osservazioni per certificare in questa prima fase, in regime di autotutela, l’inesistenza, presso i propri poderi, di criticità ambientali, di presenze inquinanti o fattori di rischio derivanti da siti contaminati”. Gli interessati possono produrre la documentazione presso i comuni di residenza. “È chiaro – aggiunge Savone – che anche le nostre strutture territoriali sono state attivate per monitorare l’evolversi della complessa procedura e per assistere, quando sarà il momento, i soci che fornissero elementi inconfutabili per richiedere, ed ottenere nella seconda e successiva fase, lo stralcio dei propri terreni dal Sin. La federazione, tramite gli uffici di zona, sta vigilando costantemente sulle attività che decreteranno l’inclusione o l’esclusione dal perimetro della bonifica per scongiurare il rischio di misure che si presentassero immotivatamente interdittive ai danni delle attività anche di una sola delle imprese associate”. Le istanze individuali dovranno essere vagliate dal ministero dell’ambiente che poi procederà alla stesura della riperimetrazione definitiva. “L’economia agricola della Valle del Sacco, penalizzata dall’emergenza esplosa dieci anni fa, vive una fase di rinascita per merito della tenacia di allevatori e coltivatori che si sono rimboccati le maniche, investendo per innovare, ristrutturare e disegnare una nuova traiettoria di futuro. Gli interventi di bonifica devono salvaguardare – conclude Savone – i risultati del grande impegno professionale e finanziario messo in campo per ricostruire un sistema produttivo che ha pagato un prezzo altissimo per una crisi ambientale figlia di altrui responsabilità”.

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