FROSINONE – Piano Territoriale Paesistico Regionale, continua la battaglia di Base Popolare per l’abolizione

L’Assessore Regionale all’Urbanistica e Territorio Michele Civita propone una legge per il recupero delle aree degradate, ma la legge in realtà già esiste, in quanto una norma regionale, la n. 22 del 26.06.1997 ha regolamentato i piani di riqualificazione urbana (PRU). E’ quanto sostengono i coordinatori dell’Associazione Base Popolare l’Avv. Gabriele Picano ed il consigliere comunale di Isola del Liri Mauro Tomaselli. Un esempio di PRU, ad esempio, ad Isola del Liri c’è già, con l’ex Feltrificio Pisani.
L’illustre Giulio Andreotti diceva “Che a pensare male si fa peccato..”: non è che la tanto decantata riqualificazione urbana serve solo ai grandi imprenditori per rilevare dalla pubblica amministrazione edifici quale caserme, ospedali e fabbriche dismesse, finanziate magari con convenzioni a fondo perduto dallo Stato? Per Base Popolare, al contrario, da riqualificare in generale sarebbero i centri storici, ormai diventati fatiscenti e abbandonati: ma il Piano Territoriale Paesistico Regionale, con i suoi vincoli inutili, non ne consente il recupero, proibendo peraltro ogni modifica di sorta ad essi. La soluzione per il recupero dei centri storici sarebbe per Base Popolare quella della demolizione e ricostruzione ex novo allo scopo di avere un risultato logico e corretto in conformità alle norme antisismiche.
L’Assessore Civita parla di “porre fine al mattone selvaggio ed arrivare al consumo del suolo zero”. I palazzinari nella Città Eterna hanno costruito per miliardi di euro milioni di metri cubi di cemento, appositamente autorizzati dagli enti competenti che guidati da politici con piani di zona grandi come città, innalzando appartamenti per 20.000, 30.000 abitanti in ampliamento a quelli già esistenti, invece di utilizzare, come vogliono fare adesso, le zone dismesse.
Base Popolare, allora, si pone l’interrogativo: con quale criterio sono stati concessi milioni di metri cubi a pochi fortunati? Il risultato è che il tanto sbandierato Piano Casa che i politici nostrani hanno portato in giro per il Lazio vantandosene, è stato annullato quasi totalmente dai vincoli folli ed inutili del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, un impiastro di pianificazione urbanistica con conseguenze dirompenti per l’economia ciociara delle piccole e medie imprese edili che hanno chiuso i battenti in circa 1.200 con la perdita di 9.700 posti di lavoro. La conseguenza di queste leggi ha portato vantaggi esclusivi a Roma, danneggiando viceversa Province del Lazio e piccoli proprietari.
Per i coordinatori di Base Popolare, Gabriele Picano e Mauro Tomaselli, le normative devono essere semplici e leggibili in modo inequivocabile e non interpretabili a secondo dei casi e delle convenienze: solo in questo modo la normativa diventa uguale per tutti.
In conclusione, la legge regionale n. 22 del 26.06.1997 sulla riqualificazione è validissima, ma è stata annullata dai vincoli del PTPR. Ora la Giunta Zingaretti ne vuole fare un’altra simile, i cui effetti saranno anche essi annullati dal PTPR. Che senso ha tutto questo?
Base Popolare continua dunque la propria battaglia per l’abolizione del Piano Territoriale Paesistico Regionale, con vincoli che non corrispondono alla realtà dei luoghi.
Base Popolare nei prossimi mesi si farà promotrice di un’iniziativa popolare volta a promuovere una legge a tutela della proprietà privata per garantire l’equo rimborso in caso di vincoli ai legittimi proprietari che pagano le tasse”.

Base Popolare – Mauro Tomaselli e Gabriele Picano

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