VOLLEY A1 – A Verona la spunta la Calzedonia, Sora saluta la sua prima stagione di SuperLega

La Biosì Indexa Sora saluta così il suo primo anno di SuperLega, uscendo a testa alta dal terzo tie break consecutivo contro la sfidante per questi quarti di finale Play Off 5 Posto, ossia la Calzedonia Verona. Dopo aver dominato i primi due set, i bianconeri cedono all’esperienza della loro rivale che tra le mura amiche afferra il passaggio di turno, sebbene dopo una strenua lotta che ha visto spesso alla pari le due concorrenti.

Mister Grbic schiera con la diagonale Baranowicz-Stern, i martelli Kovacevic e Randazzo, i centrali Anzani e Zingel, Giovi libero. Coach Colucci risponde Seganov al palleggio opposto a Miskevich, Mattei e Gotsev al centro della rete, Tiozzo e Kalinin sulle bande, Santucci libero.

Il match della verità si apre sul punto casalingo; repentina la risposta di Tiozzo, oggi in banda al posto di capitan Rosso. Miskevich riesce a filtrare tra le mani avversarie per il primo vantaggio sorano, ingrassato dal mani out di Tiozzo. La Biosì parte dunque molto bene, dimostrando una certa spregiudicatezza ripagata dal tabellone luminoso: 5-8. Un momento mal gestito dalla formazione bianconera viene però scontato con il pari: il tempo di metabolizzarlo e Sora si rimette in carreggiata per il nuovo surplus. Il primo tempo di Gotsev si traduce nel +4, ma Zingel lo imita riducendo le distanze. Stern prende male le misure sul 12-19, Kovacevic l’appoggia morbida ma senza troppo impensierire gli ospiti. L’ace di Miskevich conserva il divario, poi tocca a Baranowicz marcare da fondo campo: l’azione sembra essere il carburante giusto per una rimonta al vetriolo. Con Kovacevic e Stern la Calzedonia si porta fino al -2, approfittando del down laziale. Tiozzo ci mette una pezza schiacciando sul lungolinea per il setball, Ferreira da una mano colpendo l’asticella e i bianconeri intascano il primo set sul 22-25.

Kovacevic da lo start al secondo game direttamente dai 9m, ribaltando lo scenario che si era visto nel primo tempo. A spezzare il trend negativo per il Sora è la veloce di Gotsev; anche Miskevich ci mette del suo, ma il palliativo non è ancora sufficiente per agguantare il pari. Quando la Biosì si avvicina troppo, Kovacevic lavora per allontanarla nuovamente, ma l’ace di Tiozzo mette tutti a tacere: 8-8. Quando Gotsev replica le gesta del compagno, completa l’opera con l’agognato sorpasso. Spazio in campo, dunque, per Sperandio che si aggiunge al tabellino dei marcatori. Con Kalinin la Biosì Indexa va a +3, poi è il block volsco ad imporsi sull’offensiva veronese. La solerzia del Sora fa si che possa mantenere il gap in favore praticamente fino alle ultime battute: proprio sul più bello i lirensi peccano di ingenuità, mettendo i veneti in condizione di approfittarne con cinismo. Lo spavento, però, resta solo una sensazione che presto si dilegua quando anche Verona commette un errore: 23-25.

Gli uomini di mister Grbic tornano in campo decisi a tentare quella rimonta che vorrebbe dire chiuderla qui e non allungare la serie. Con audacia e aggressività si spingono in vantaggio: sembra un’altra squadra quella sul parquet ora e Sora resta un po’ spaesata, in oggettiva difficoltà. Il richiamo all’ordine di mister Colucci sveglia dal torpore i bianconeri che con Gotsev a muro riescono a salire fino al -2, rimettendo in discussione quello che sembrava oramai un parziale di evidente marca gialloblu. La Calzedonia, però, è davvero ostica e caparbia quanto basta per riallargare la forbice per il 15-10. Per tirare una boccata d’aria c’è bisogno dell’errore di Zingel al servizio: un cinico Miskevich capta il momento giusto e con precisione segna dai 9m ed è 18-16, un risultato che apre la strada a molteplici vie d’uscita. Verona si affida alla sua punta di diamante e Kovacevic non delude i suoi, insinuandosi negli spazi liberi non coperti dai volsci. Anzani ci mette il carico e agguanta il setball murando il suo speculare Mattei, ma è il solito Kovacevic a concludere giocando sulle mani del block: 25-17.

E’ l’equilibrio da tensione a dominare la prima parte del quarto game, con le due compagini a rimpiattare, entrambe nervose seppur per differenti motivazioni. I padroni di casa vorrebbero tirarla fino al tie break, con la speranza di staccare il pass per la semifinale play off proprio in serata, mentre Sora vorrebbe non arrivare all’ultimo tempo per esacerbare la paura di quel quinto set che troppo spesso e volentieri, in questi ottavi ne ha inficiato il risultato ultimo dopo più che buone prestazioni. Fino a quando la Biosì è stata capace di contenere l’attaccante serbo, la lancetta pendeva dalla sua parte, ma nel momento in cui lo schiacciatore riesce a smarcarsi con facilità, per i bianconeri si fa dura. Alla pipe di Kovacevic risponde il mani fuori di Kalinin: 14-14. Stern coglie Santucci impreparato e il suo diagonale matura il +2 anfitrione. I volsci si fanno prendere dallo sconforto, ma nel momento peggiore per loro arriva la bella novella con Kovacevic che gonfia la rete, a dimostrazione che non è un cecchino infallibile e che l’umano errore è dietro l’angolo un po’ per tutti. Marrazzo è chiamato a sostituire Seganov e anche Lucarelli scende per un breve lasso di tempo sul taraflex dell’Agsm Forum. Kovacevic si riscatta dalla leggerezza precedente e sigla il set ball: poi è sempre un suo potente diagonale a chiudere sul 25-22.

Sembra un dejà vu: il 2-2 e poi il quinto ed ultimo tempo a disposizione per il verdetto finale. E’ la Calzedonia ad esprimere un gioco più lucido, forte del fatto che per Sora questa è davvero l’ultima chance. La rasoiata di Kovacevic arriva dove nessuno può prenderla: 6-3. Prosegue nella sua concretezza di performance la formazione allenata da coach Grbic e viene premiata con l’accesso alle semifinali sul 15-10. La Biosì Indexa ne esce comunque a testa alta, senza demeriti, avendo, anzi, superato le aspettative circa la sua prima volta in A1.

Cristina Lucarelli

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