ROMA – Fiume Tevere, Santori (Fdi): “Sta morendo, serve un piano per salvarlo”

Ecco l’ennesimo incendio a Roma, lungo gli argini del Tevere all’altezza del Gazometro. Le fiamme, forse scaturite da uno dei tanti accampamenti abusivi che infestano l’area golenale, è preoccupante per innumerevoli motivi. Innanzitutto, perché si è verificato a due passi da un luogo sensibile come l’area che contiene le centrali Acea-Italgas, col rischio di complicazioni ben maggiori di un rogo. Poi, perché a distanza di un circa anno dalla promessa della Raggi di sorvegliare ed eliminare le baraccopoli lungo il fiume, nulla è cambiato se non un intervento spot nei giorni successivi alla tragica morte di uno studente americano. Il Tevere è abbandonato a se stesso da tutti gli organi competenti dalla Regione Lazio al comune di Roma per non parlare del ministero dell’ambiente. Sulle piste ciclabili dalla Magliana a Porta Portese vive una città parallela popolata di rom e sbandati. Il Tevere sta morendo serve un piano Marshall per il fiume di Roma, che preveda una seria bonifica e il pattugliamento costante delle forze dell’ordine per garantire sicurezza e vivibilità delle rive oltre ad un dragaggio profondo e costante per garantire la navigabilità del biondo fiume a partire dall’isola tiberina fino a ostia.

È quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia

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