ROMA – Autodemolitori, Avenali: “Il Comune non può più rinviare la delocalizzazione”

“L’Estate di Fuoco che ha colpito Roma, non solo meteorologicamente, ma per l’incredibile numero di incendi che si sono sviluppati intorno e dentro la città, ha visto spesso protagonisti gli impianti di rottamazione dei veicoli, con conseguenze disastrose per la sicurezza dei cittadini e per l’ambiente, riportando alla ribalta la necessità di delocalizzare i numerosi autodemolitori che sono presenti nel tessuto urbano o nelle sue immediate vicinanze”, lo dichiara in una nota Cristiana Avenali, consigliera PD della Regione Lazio e componente della Commissione Ambiente.
“Basta proroghe quindi per le attività incompatibili negli attuali siti, è necessario spostarle in luoghi più sicuri e di minore impatto ambientale, e il tavolo tecnico istituito dal Comune di Roma, a cui ho mandato delle osservazioni, deve affrontare con determinazione questo tema, oltre che ripensare a quali controlli effettuare e quali garanzie richiedere per le autorizzazioni”, afferma la Consigliera. “Non è infatti più possibile assistere a disastri come quello avvenuto nel Parco di Centocelle, 120 ettari di area verde nel V Municipio martoriata da almeno una ventina di incendi, che hanno riguardato spesso l’autodemolitore lì presente, senza che il Comune di Roma prendesse seri provvedimenti e anzi abbia prorogato l’attività di rottamazione, che è altamente inquinante, come dimostrano anche i dati dell’Arpa che ha certificato nel sottosuolo la presenza di composti clorurati oltre i limiti previsti”, prosegue Cristiana Avenali. “Oggi il Comune deve procedere velocemente con gli interventi di bonifica, anche del Canalone ormai ridotto a discarica abusiva, e di messa in sicurezza dell’area anche al fine di minimizzare il rischio dello stato di contaminazione presente nel sito, per arrivare ad un’efficace piano di riqualificazione di tutto il Parco per permetterne finalmente la piena fruizione da parte dei cittadini”.
“Non meno assurda è la situazione nella zona dell’Acqua Acetosa Ostiense, IX Municipio, nel settore sud-occidentale di Roma, dove alcuni autodemolitori, autorizzati ‘temporaneamente ed in via provvisoria’ nel 2003, sono posti nelle immediate vicinanze della Riserva Naturale Laurentino-Acqua Acetosa, facente parte delle Aree naturali protette regionali gestite dall’Ente Regionale Roma Natura. Qui l’attività degli impianti è incompatibile, anzi vietata, perché nelle vicinanze del fosso dell’Acqua Acetosa, all’interno della Riserva e sede della omonima sorgente di acqua minerale, che è sottoposta a vincolo minerario per la protezione delle falde idriche destinate al consumo umano, ma il cui utilizzo è però sospeso per inquinamento”, denuncia la consigliera Avenali. “Anche in questa zona gli incendi hanno messo in pericolo la salute delle persone e l’ambiente circostante e aggiungendosi alle trasformazioni urbanistiche dell’area, la vicinanza a edifici scolastici, a terreni agricoli e a diverse aree residenziali, rendono impossibile la permanenza di questo tipo di impianti di rottamazione. Quelli dell’Acqua Acetosa Ostiense, conclude l’Avenali, “e di Centocelle sono davvero casi simbolo: niente più proroghe dopo la scadenza del 31 ottobre, e decidere, senza ripensamenti, le delocalizzazioni. Lo chiedono a voce alta gli oltre 500.000 romani che abitano in queste zone, esasperati dai continui roghi e che meritano il rispetto della legalità e la tutela della propria salute e di poter vivere delle bellissime are naturali e archeologiche che in quei luoghi ci sono”.

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