ANAGNI – Pulciani (FdI) contro Buschini e Zingaretti: Ospedale impoverito e disattesa ogni promessa sulla sanità

Paolo Pulciani, il candidato al Consiglio regionale del Lazio con Fratelli d’Italia, è così intervenuto sull’emergenza sanitaria ed ambientale che attanaglia la Ciociaria:
“La drammatica emergenza sanitaria ed ambientale che vive l’area nord della provincia è la prova inconfutabile del fallimento del modello Zingaretti.
Le promesse del 2012, che hanno permesso a Zingaretti e Buschini di vincere le elezioni, sono state puntualmente disattese. Quello che doveva essere il rilancio della sanità in questa provincia, ben presto si è rivelato un ulteriore impoverimento dell’offerta per gli utenti – ha dichiarato Pulciani -. Soffermandosi sull’area nord, non si può non notare che in questi cinque anni l’ex ospedale di Anagni, struttura di riferimento per 80 mila cittadini, ha continuato inesorabilmente a perdere pezzi. Il tutto in barba alle promesse di riapertura. Il punto di primo intervento,che sarebbe dovuto tornare ad essere un pronto soccorso operativo h24, è stato ulteriormente depotenziato, in attesa dicono i ben informati, di essere chiuso ad aprile. Sono stati chiusi numerosi ambulatori, ridimensionato il servizio radiologia ( oramai funziona solo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14), trasformato il laboratorio analisi in semplice centro prelievi.
Nel contempo però l’assessore Buschini inventava per Anagni ed il suo ex ospedale il presidio ambientale, in pratica uno sportello informativo per patologie legate all’inquinamento (al costo di 1.6 mln di euro) dove figure chiave saranno un preparatore atletico ed un nutrizionista, spacciandolo per una soluzione ai problemi di emergenza sanitaria. Inoltre per affrontare al meglio l’imminente campagna elettorale, veniva finanziata ed acquistata una nuova apparecchiatura per la TAC. Annunciata in pompa magna, con tanto di stampa e fotografi al seguito del camion al momento della consegna. Purtroppo una volta scaricato dal mezzo di trasporto, ci si rendeva conto che il costoso macchinario non entrava nei locali deputati ad ospitarlo, di conseguenza ad oggi è ancora imballato in un corridoio della struttura. Ora sta agli elettori scegliere se continuare a dare fiducia a chi ha dimostrato di non meritarla o scegliere il cambiamento”.

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