REGIONE – Bonifica Valle del Sacco, qualcosa si muove: stanziati 26 milioni dopo interpellanza 5 Stelle

Si è svolta questa mattina alla Camera dei Deputati l’interpellanza urgente al ministro dell’ambiente sul Sito di Interesse Nazionale ai fini di bonifica della Valle del fiume Sacco a mia prima firma
Le domande hanno riguardato l’operatività della Cabina di Regia istituita a marzo 2018, nonché le azioni anche normative volte a limitare la presenza di impianti di trattamento rifiuti nelle aree limitrofe a quelle oggetto di bonifica e l’aggiornamento del Piano Regionale Bonifiche.
Il sottosegretario all’ambiente Micillo, rispondendo alle domande poste, ha dato notizia della creazione a breve di una piattaforma informatica consultabile contenente tutti i dati relativi allo stato delle procedure di bonifica del SIN.
Questa grande area è afflitta da anni da problemi di inquinamento industriale legato al Beta-Esaclorocicloesano, una sostanza prodotta negli stabilimenti di Colleferro e rinvenuta nelle acque del fiume, un veleno che ha provocato la grave contaminazione dei terreni limitrofi e della popolazione residente.
Quell’area comprende 17 comuni nella quale sono posizionati ben 3 agglomerati industriali: Anagni che conta circa 161 aziende industriali ricadenti nel SIN; l’agglomerato di Frosinone in cui ce ne sono 58 ed infine, l’agglomerato di Ceprano con le sue 52 aziende. Parliamo di circa 800 stabilimenti che sfruttano impianti considerati ad alto impatto ambientale e che quindi rappresentano una gravissima emergenza inquinamento.
Dal 2005, la Valle del Fiume Sacco è stata aggiunta all’elenco dei SIN ma l’assordante silenzio dei Governi precedenti negli ultimi 13 anni ha solo contribuito a una totale immobilità sulla questione ed oggi esprimo finalmente soddisfazione per i nuovi stanziamenti e l’avvio delle attività della Cabina di Regia del SIN.
Sarà mio interesse seguire i provvedimenti che verranno presi in quella sede e gli accordi di programma o protocolli operativi che saranno adottati per risanare l’ambiente.
Nel 2018 è impensabile consentire a 800 aziende di operare indisturbate da oltre 40 anni su un territorio che fu dichiarato ad alto rischio oltre 13 anni fa.
Ciò che fa ancor più rabbia è che addirittura ci sono state 20 nuove richieste di autorizzazioni per costruire nuovi impianti impattanti, pervenute agli uffici regionali negli ultimi due anni.
Ci auguriamo e saremo in prima linea nei prossimi mesi, assieme al governo del cambiamento, per contrastare questa grave emergenza, serviranno nuove prescrizioni e controlli a tappeto oltre alle bonifiche.
In merito infine al piano regionale bonifiche della Regione Lazio, vecchio tanto quanto il piano rifiuti, la cui revisione è stata oggetto di un’altra cabina di regia creata appositamente ad agosto, la Regione ha rassicurato il Ministero che si procederà anche all’aggiornamento il prima possibile.
Nel Lazio sono presenti molte delle discariche contestate dall’Unione Europea attraverso procedura di infrazione, la cui mancata bonifica sta costando allo stato 400 mila euro l’anno di multa per ciascuna, risorse che sarebbero molto meglio investite nel prevenire il realizzarsi di questi disastri: ben venga quindi anche l’annuncio odierno del Sottosegretario all’Ambiente Micillo nella risposta alla mia interpellanza riguardo al rafforzamento delle garanzie finanziarie, fornite dai gestori delle discariche e degli impianti di trattamento rifiuti, alle quali attingere mediante escussione in caso di danno all’ambiente.
Sono pienamente soddisfatta della risposta del Ministero dell’Ambiente e della notizia dello stanziamento di ulteriori 26,3 milioni di euro per Interventi di tutela del territorio e delle acque. A queste, si aggiungeranno le risorse precedentemente assegnate al SIN, che ammontano a 14,5 milioni e 10 milioni di euro stanziati dalla Legge di stabilità 2016. Finalmente qualcosa si muove.
Sul sorgere di ulteriori impianti laddove esista già una realtà compromessa come quella dei SIN il sottosegretario ha assicurato che le azioni di contenimento e controllo dell’inquinamento non saranno lasciate al caso e il ministero valuterà le possibili interferenze di ogni progetto con le procedure di bonifica in atto e con la tutela sanitaria dei cittadini che vi risiedono.

Movimento 5 Stelle – Ilaria Fontana Camera dei Deputati

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