VALCOMINO – Cinghiali e caccia: le proposte di Antonucci (Anuu)

Incidenti, cinghiali, caccia nella zona pre-parco della Valcomino. Sono questi i tre tasti dolenti di un mondo come quello venatorio che va regolamentato con attenzione. A chiederlo è Renato Antonucci, membro Anuu e dell’assemblea Atc Fr1 che torna ad avanzare alcune proposte importanti: “E’ nostra ferma convinzione – sottolinea Antonucci – che debbano essere studiate una serie di accortezze per tutelare, al meglio, tutti coloro che, a vario titolo, entrano in contatto con la natura, ma tutto ciò deve essere fatto senza dimenticare le legittime esigenze di tutti quei cacciatori (certamente la stragrande maggioranza) che esercitano, con passione, rispetto ed attenzione, l’arte venatoria. Per quel che riguarda, in particolare, la caccia al cinghiale (la cui eccessiva diffusione è diventata una vera e propria piaga sociale) ci sentiamo di suggerire i seguenti accorgimenti: per poter iniziare la caccia agli ungulati (cinghiali) occorre aver preso la licenza da caccia da almeno 5 anni;
obbligo di avere una relazione comportamentale firmata dal capo squadra e almeno da uno dei vice capo squadra nella quale si attesta la partecipazione ad almeno 50/100 battute come ospite e senza fucile, per tutti coloro che vogliono far parte della squadra di caccia di cinghiali, sia come iscritto che come ospite,;
obbligo da parte delle associazioni che rappresentano la categoria dei cacciatori di cinghiali di organizzare specifici corsi di aggiornamento diretti da professionisti esperti (per es. ufficiali delle Forze dell’ Ordine, tiratori scelti) con il rilascio di attestati di specifica qualificazione;
pene severissime per chi ha la responsabilità accertata per danni arrecati con l’uso di armi pericolose (ad es. l’arma rigata e con calibro elevato);
obbligo da parte della squadra che ha in gestione la zona di caccia al cinghiale di installare apparecchi luminosi a LED a distanze ben visibili tra di loro, in modo tale da segnalare adeguatamente la presenza di una battuta di caccia.
Sarebbe il caso, poi, di suggerire e/o imporre a tutte quelle persone che si addentrano nei boschi soprattutto nel periodo dell’attività venatoria (ad es. in cerca di funghi o anche solo per una passeggiata) di indossare (come imposto ai cacciatori di cinghiali) un giubbetto ad alta visibilità.
Gli stessi accorgimenti, infine, andrebbero utilizzati anche nelle c.d. “zone bianche” dove attualmente non è prevista alcuna segnalazione. Per ultimo, ma non in ordine di importanza, riteniamo assolutamente importante ed essenziale – continua Antonucci – l’intervento di S.E. il Prefetto di Frosinone al fine di convocare, con l’urgenza che il caso richiede, un tavolo di concertazione con tutte le associazioni interessate al fine di evitare facili strumentazioni da parte dei soliti detrattori, a difesa della stragrande maggioranza dei cittadini-cacciatori che esercitano l’attività venatoria con grande passione, professionalità e nel pieno rispetto delle norme sia nazionali che regionali”.
Antonucci inviata i comuni ciociari a guardare all’esempio di Formia che si sta organizzando per allontanare, attraverso l’utilizzo di cani, i cinghiali dalla città.
L’Anuu esprime solidarietà agli otto comuni della Valcomino privati della caccia la cui chiusura rappresenterebbe un colpo mortale per l’economia dei comuni montani, dove le piccole imprese del territorio sbarcano il lunario con le attività connesse alla caccia (bar, alimentari, produttori caseari, ecc.).

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