ARPINO – Europee 2019: il programma politico di Francesco Rabotti

Francesco Rabotti candidato della lista Popolari per l’Italia per la circoscrizione Centro Italia chiude la campagna elettorale per le elezioni europee 2019 ricordando i principali obbiettivi del suo programma.
Innanzitutto un grande piano di rilancio del lavoro per i giovani e gli over 50 per i paesi, come l’Italia con un altissimo ed intollerabile tasso di disoccupazione (in Europa si contano 17,7 milioni di disoccupati di cui 4,4 milioni con età inferiore ai 25 anni), con l’introduzione dell’obbiettivo della piena occupazione nello statuto della BCE e del sistema europeo di banche centrali (SEBC), come attualmente previsto nello statuto della FED degli stati Uniti, per creare lavoro pagato e non sussidi.
Occorre poi un’Alleanza per il lavoro e per la famiglia con sgravi contributivi e fiscali su lavori permanenti e assunzioni mirate, strategiche nella PA (prevenzione emergenze idrogeologiche e sismiche, riduzione dei tempi di attesa per prestazioni sanitarie, snellimento processi e cause arretrate, cura e manutenzione del decoro urbano e della viabilità, potenziamento delle infrastrutture materiali ed immateriali, abbattimento del CLUP (costo del lavoro per unità del prodotto da perseguire mediante una più forte correlazione tra salari e produttività, finanziati direttamente dal bilancio della UE tramite i fondi orientati a coesione, convergenza e integrazione, sostegno reale alla famiglia con strategie volte a sostenerla nelle varie fasi della sua costituzione e sviluppo, con il blocco immediato di ogni politica culturale favorevole al “gender “, unicità della famiglia sul modello previsto dall’articolo 29 della Costituzione italiana e primato educativo dei genitori, padre e madre, adozione di appropriate politiche abitative, massiccio intervento a favore delle donne lavoratrici, realizzazione di asili nido e politiche di sostegno alle famiglie con disabili e anziani non autosufficienti, divieto assoluto di adozioni per coppie omosessuali e della pratica dell’utero in affitto.
Prevedere poi la rinegoziazione del Trattato sul Fiscal Compact superando il principio del pareggio del bilancio, ripristinando il rispetto delle procedure già previste dalla Costituzione per l’adozione del bilancio nazionale.
Quanto all’immigrazione occorre tenere presente che la stess è l’effetto di un più ampio fenomeno sulle cui cause bisogna intervenire per contenere nei giusti limiti di libertà il fenomeno migratorio, ovvero un sistema di politiche economiche incentrate sul profitto e l’abominio della crescita delle diseguaglianze, che va stravolto, adottando scelte basate sui principi della economia civile in termini di politica sociale e popolare (centralità della persona, sussidiarietà, solidarietà, bene comune di tutti gli uomini e di ogni uomo, generatività, cooperazione, eticità e virtuosità dei comportamenti).
Quanto alla governance, bisognerà impegnarsi per l’adozione di una legge fondamentale europea, riformulandola in termini di un’opzione politica fondamentale per l’Europa, fondata sulla sovranità democratica europea appartenente al popolo europeo, che la esercita attraverso le istituzioni rappresentative dell’Unione. Tale configurazione darebbe vita agli Stati Uniti d’Europa, su modello federativo, che renderebbe più efficienti e democratiche le istituzioni europee (esercito unico, politica fiscale ed economica unica, creazione di una effettiva polizia di frontiera UE ), non cancellando affatto le nazioni europee, allo stesso modo in cui l’esistenza di uno Stato unitario non cancella le identità regionali e le loro prerogative di autogoverno democratico sulla base del principio di sussidiarietà.
In conclusione Rabotti rivolgendosi agli elettori chiede di essere votato per contribuire alla costruzione della effettiva Casa Europea, luogo dove ci si fida gli uni degli altri, dove si fa l’esperienza che essere amati, dare e ricevere amore, è la felicità di questa vita, basata piuttosto che su meccanismi di ipercontrollo, sulle misure di fiducia da parte dei governi e delle opinioni pubbliche europee, al fine di continuare a godere per sempre degli anni di pace che l’Europa ha garantito alla popolazione nello spirito dei padri fondatori De Gasperi, Schuman ed Adenauer.

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