REGIONE – Sanità, Marcelli (M5S): “Da Zingaretti nessuna risposta sulla programmazione sanitaria reatina”

Restano inascoltate in regione Lazio, da fin troppo tempo ormai, le richieste provenienti dall’associazionismo organizzato a difesa della sanità locale della provincia di Rieti e restano senza risposta le lecite domande a riguardo il futuro del presidio ospedaliero De Lellis. Sono tante, troppe, le grida di allarme sollevate da numerosissime associazioni e migliaia di cittadini reatini sullo stato in cui essa, attualmente, versa ed a cui pare non si abbia alcuna intenzione di porre rimedio: sia da parte della direzione generale dell’Asl locale che da parte dell’assessorato regionale alla sanità. Desta molta perplessità, come si evince da recenti articoli apparsi sulla stampa locale, la mancata convocazione della Conferenza dei Sindaci in sede di consultazione ed approvazione dell’Atto aziendale, documento strategico per l’indirizzo futuro del servizio sanitario provinciale e l’operato della direzione generale dell’Asl. Come previsto dal Decreto legislativo n.502 del 30/12/1992, la legge regionale istituisce e disciplina la Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e sociosanitaria regionale, assicurandone il raccordo o l’inserimento nell’organismo rappresentativo delle autonomie locali.

L’Atto aziendale, che farà parte del progetto del Piano sanitario regionale, è sottoposto alla Conferenza dei sindaci e deve essere approvato previo esame delle osservazioni eventualmente formulate da essa. La Conferenza deve partecipare, altresì, nelle forme e con le modalità stabilite dalla legge regionale, alla verifica della realizzazione del Piano attuativo locale da parte delle aziende ospedaliere.  

Il Presidente della Conferenza dei sindaci, al fine di corrispondere alle esigenze sanitarie della popolazione, deve provvedere alla definizione, nell’ambito della programmazione regionale, delle linee di indirizzo per l’impostazione programmatica dell’attività, esamina il bilancio pluriennale di previsione ed il bilancio di esercizio e rimette alla regione le relative osservazioni, verifica l’andamento generale dell’attività e contribuisce alla definizione dei piani programmatici trasmettendo le proprie valutazioni e proposte al direttore generale ed alla regione.

La Conferenza dei sindaci, nel caso di manifesta inattuazione nella realizzazione del Piano attuativo locale, può chiedere alla regione di revocare il direttore generale, o di non disporne la conferma, ove il contratto sia già scaduto.

Il direttore generale dell’Asl locale è tenuto a convocare, almeno una volta l’anno, apposita conferenza dei servizi quale strumento per verificare l’andamento dei servizi anche in relazione all’attuazione degli indicatori di qualità e per individuare ulteriori interventi tesi al miglioramento delle prestazioni. Qualora il direttore generale non provveda, la conferenza viene convocata dalla regione.

Alla luce di quanto esposto, soprattutto in qualità di vice Presidente della Commissione Sanità, insieme al gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, ci domandiamo, quale sia stato il contributo della Conferenza dei Sindaci nella stesura dell’Atto Aziendale della Asl reatina.

Dal canto mio, dopo varie interrogazioni senza risposta, una mozione presentata a febbraio ancora da discutere in Consiglio, un ordine del giorno respinto, una audizione in Commissione Sanità da cui nulla è sortito, mi chiedo cosa pensano di fare l’assessore e la giunta regionale in merito al futuro del de Lellis di Rieti e come intendano svolgere il loro ruolo istituzionale i vari rappresentanti locali che dovrebbero invece tutelare gli interessi dei loro concittadini amministrati.

Nel mentre l’amministrazione regionale tira dritto nella sua pervicace volontà di depotenziamento di tale presidio celata sotto artifizi semantici come il “Laboratorio Plus”.

Da parte loro, le associazioni reatine, che si muovono a tutela del nosocomio locale, chiedono semplicemente l’applicazione dei decreti che prevedono la sospensiva di qualsiasi depotenziamento dei servizi sanitari nelle aree terremotate del cratere sismico, Rieti compresa, prevista per 48 mesi dall’entrata in vigore della legge m.45 del 07/04/2017 e, quindi, dal 2017 all’aprile del 2021 come già accaduto in regione Abruzzo. 

A questo punto, io e tutto il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ci chiediamo se ci sia o meno la volontà da parte della Regione Lazio di firmare i decreti per salvaguardare il presidio ospedaliero De Lellis.

Resterò, insieme al Movimento 5 stelle, vigile e presente sul territorio reatino fin quando la domanda di giustizia posta dai residenti non avrà avuto soddisfazione.

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