FROSINONE – In prima linea contro il Covid, ora a un passo dal licenziamento: 11 amministrativi ASL scrivono a D’Amato

Si definiscono invisibili i firmatari di una lettera inviata all’assessore alla sanità regionale Alessio D’Amato: si tratta del gruppo di 11 amministrativi della ASL di Frosinone che, dopo aver affrontato in prima linea l’emergenza Covid prestando servizio anche per 12 ore al giorno, rischiano ora il posto di lavoro. Il 31 marzo, in particolare, quando scadrà il loro contratto, la cui validità era scattata proprio in concomitanza con l’inizio di una pandemia che, ancora oggi, non si può dire affatto debellata.

Quello che abbiamo fatto insieme agli operatori sanitari in un periodo buio e senza precedenti come la pandemia da Covid-19 è stato un lavoro d’équipe, in cui tutti sono stati essenziali allo stesso modo – si legge nella missiva -. Credo che il nostro lavoro sia stato eccezionale, lo dico con orgoglio per noi stessi. Siamo stati vettori delle relazioni che intercorrono tra professionisti sanitari, uffici amministrativi e utenza. Ci siamo occupati dell’accettazione nei centri vaccinali, dei report giornalieri sui contagi e sui vaccini, della registrazione dei vaccinati, districandoci tra burocrazia e specialisti sanitari. Siamo stati il portavoce di tutti. Abbiamo raccolto dati della popolazione, stilato elenchi delle vaccinazioni, registrato le vaccinazioni, gli esiti dei tamponi, prodotto gli attestati, comunicato agli uffici regionali i report giornalieri dei vaccini, dei contagi, dei decessi, raccolto i dati necessari per produrre i green pass ai lavoratori che si rivolgevano a noi senza il quale non potevano accedere neanche a un mezzo pubblico per ritornare al proprio domicilio. Sì, abbiamo dato tanto alla pandemia. In prims la salute: infatti alcuni di noi sono stati affetti da Covid quando ancora i vaccini non erano disponibili. Abbiamo lavorato fino a 12 ore al giorno ininterrottamente senza soluzione di continuità. Tanto quanto gli altri professionisti nostri colleghi. E allora perché non veniamo citati nell’accordo tra sindacati e Regione Lazio che garantisce una continuità lavorativa ed un corridoio per la stabilizzazione a tutti coloro che hanno fronteggiato il covid in prima linea? Perché solo il personale sanitario viene preso in considerazione mentre scompare quello amministrativo? E a questo punto, con il contratto in scadenza il prossimo 31 marzo ci viene da pensare: che ne sarà di noi? Qualcuno ci dirà almeno grazie? Qualcuno si renderà conto di quanto sia stata davvero importante la nostra presenza nelle aziende sanitarie regionali in cui siamo stati assegnati per più di un anno e nel periodo più cupo e buio della storia italiana e mondiale dell’ultimo ventennio? Ci rendiamo conto delle difficoltà oggettive che ci sono ma le chiediamo di fare l’impossibile per darci continuità lavorativa, e permetterci di continuare a svolgere il nostro lavoro con impegno e con il sorriso sulle labbra come abbiamo sempre fatto da oltre un anno. 

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